Ferie al lavoro, ecco tutto quello che devi sapere

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C’è qualcosa che tutti sogniamo nei lunghi pomeriggi lavorativi d’estate: l’arrivo delle ferie. Oltre a essere tanto desiderate sono anche un momento delicato che vede intrecciarsi le esigenze aziendali con quelle dei singoli lavoratori, che a loro volta devono tener conto di fattori come l’inizio e la fine della scuola, oltre che la componente economica. Ce n’è abbastanza per stressarsi ancora prima di essere partiti. Per tutti questi motivi fissare il periodo di ferie estive è sicuramente un momento delicato nella gestione delle risorse umane. Ma quali sono le regole che bisogna rispettare e cosa dice esattamente la legge? In questo articolo cercheremo di fare chiarezza su come funzionano esattamente le ferie, così potrai andare in vacanza sicuro di aver fatto tutto come si deve e goderti un meritato riposo.

Legge sulle ferie, ecco cosa dice

Per la legge Dlgs. n. 66/2003 il periodo minimo di ferie a cui ogni dipendente ha diritto è di quattro settimane all’anno, 28 giorni, che devono essere godute secondo scadenza precise:

  • Due settimane entro il 31 dicembre dell’anno di maturazione
  • Le rimanenti due settimane nei 18 mesi successivi l’anno di maturazione

Ovviamente i diversi contratti collettivi possono prevedere un numero di giorni di ferie superiore a quello minimo previsto per legge. Abbiamo parlato della quantità, ma quando si possono utilizzare? Sullo sfruttamento dei giorni di ferie, il Ministero del lavoro ha dato alcune indicazioni generali che devono essere in ogni caso adattate alla singola realtà aziendale:

  • Le due settimane da usare entro l’anno possono essere godute anche in maniera ininterrotta, ovviamente a seguito di una richiesta tempestiva del dipendente
  • Le altre due settimane possono essere frazionate

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Giorni di ferie all’anno: quanti ne maturiamo?

I giorni di ferie che ogni dipendente matura sono legati ai periodi lavorati nel corso dell’anno.

Chi ha potuto lavorare per tutto l’anno avrà diritto alle quattro settimane previste dalla legge.  Può succedere però che in un mese particolare si verifichino dei giorni o delle settimane in cui il dipendente non lavora. Determinate assenze vengono comunque considerate come giorni di servizio:

  • Malattia
  • Infortunio
  • Ferie
  • Maternità obbligatoria e congedo di paternità
  • Permessi per disabili e loro familiari
  • Congedo matrimoniale

Ci sono invece assenze che non rientrano all’interno di questi parametri e non sono quindi conteggiate come giorni di servizio. Parliamo di:

  • Sciopero
  • Permessi per malattia del bambino
  • Congedo parentale
  • Preavviso non lavorato
  • Aspettativa sindacale per cariche elettive

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Chi decide le ferie?

C’è una cosa da mettere subito in chiaro: la decisione su quante ferie fare e quando spetta al datore di lavoro. Questi dovrà considerare da un lato le esigenze aziendali e dall’altro i bisogni personali dei dipendenti, le loro necessità di dedicarsi alla vita privata oltre che il fondamentale recupero delle energie psico-fisiche.

Il primo passo sulle ferie estive deve di norma compierlo l’azienda, dando comunicazione preventiva del periodo feriale aziendale. Una volta fatto questo, la durata e la collocazione temporale delle assenze avviene con l’organizzazione di un piano ferie. Se il dipendente richiede altri giorni di ferie oltre quelli della chiusura aziendale deve comunque attendere il consenso del responsabile. Va da sé che i giorni di vacanza devono essere richiesti con un preavviso utile per poter organizzare l’attività lavorativa nei giorni di assenza. Nel caso in cui non ci siano disposizioni da parte dell’azienda è sempre consigliato dare un preavviso adeguato e fare in modo che il periodo di ferie non coincida con momenti di grande attività lavorativa per l’azienda.

Una volta che i giorni di ferie sono stati fissati non sono escluse eventuali modifiche successive da parte dell’azienda: il motivo però deve essere giustificato e verificabile, tale da non nascondere un intento persecutorio nei confronti del singolo dipendente o disparità di trattamento. Ovviamente le modifiche devono essere comunicate per tempo, certo prima dell’inizio del periodo di ferie.

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